Feltri l'intoccabile, archiviata la querela: “Meridionali inferiori” lo può dire. E' quanto in pratica affermato dal tribunale di Milano: “ignoranza preconcetta ma non è reato”.

“Credo che in molti casi i meridionali siano inferiori”

A pronunciare questa frase nel corso di una trasmissione televisiva fu Vittorio Feltri, editorialista del quotidiano ‘Libero’. Parole durissime che furono oggetto di una querela da parte di un pool di avvocati napoletani che si rivolsero alla procura di Milano per denunciare la condotta dell'ormai ex giornalista.

Dopo mesi e mesi

Il gip del tribunale di Milano ha deciso di archiviare la posizione di Feltri. Secondo il magistrato le sue parole non sono reato. In ogni caso il magistrato, nella motivazione al decreto di archiviazione, ha espresso un giudizio ancora più duro, se possibile, del rinvio in aula della vicenda.

Il giudice

Ha infatti definito le parole di Feltri “pur di un certo peso e moralmente deprecabili sarebbero prive di rilevanza penale in quanto rientranti nelle manifestazioni di pensiero caratterizzate da antipatia e insofferenza”. In ogni caso il magistrato considera quelle parole frutto di “ignoranza preconcetta”.

“Terrone non è diffamazione”. Così Feltri la fa franca di nuovo, grazie ad un giudice “meridionale inferiore”

Utilizzare la parola “terrone”, quindi, non è diffamazione perchè la razza terrona, come quella polentona, non esiste. E’ con queste motivazioni che il Giudice di Pace di Cava de’ Tirreni – nella provincia di Salerno – ha assolto il giornalista Vittorio Feltri dall’accusa di diffamazione, dopo che il fondatore ed ex direttore del quotidiano Libero era stato denunciato da un cittadino campano per aver utilizzato, in un suo articolo, la parola “terroni” per definire i meridionali (la parola viene utilizzata spesso con una connotazione negativa).

Feltri – La sentenza

Secondo il giudice il fatto non sussiste, perché la parola “terroni” non identifica nessun gruppo di persone e quindi non può semplicemente essere utilizzata come una parola negativa o offesa come lo era stata ritenuta da tanti cittadini del Sud.

“Il reato si configura solo quando è riferito a un’etnia o gruppo religioso” spiega il giudice, secondo cui non è questo il caso.

Feltri – Il quotidiano Libero celebra la sentenza scrivendo: “Respinta la richiesta di risarcimento danni mossa da un cittadino campano, che ci accusava di odio razziale e di diffamare i meridionali, e lo ha condannato a rifondere tutte le spese” scrivono sul quotidiano fondato dallo stesso Feltri. Per Libero, ancora, “la polemica giornalistica non è un testo per educande e neppure una lettura da fare in chiesa. È lecito usare toni pungenti e incisivi e formule verbali che non sono normalmente adoperate nei rapporti interpersonali”. Leggi anche: De Luca ha deciso e spiazza tutti, nuova ordinanza: via libera, si riaprono le scuole. Quando e chi torna in classe Metti like alla pagina 41esimoparallelo e iscriviti al gruppo 41esimoparallelo
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