Lascia il carcere dopo 4 mesi di detenzione ed ottiene gli arresti domiciliari fuori Regione  don Michele Mottola, il parroco di Qualiano finito in cella per abusi su una ragazzina. Il gip Santoro del tribunale di Napoli Nord ha accolto l’istanza presentata dall’avvocato Antimo D’Alterio visto il venir meno delle esigenze cautelari. In attesa del processo, prosegue il percorso rieducativo che aveva già intrapreso fin dal collocamento in una comunità. L’ex parroco di Trentola Ducenta Don Michele Mottola fu arrestato dalla Polizia, nell’ambito di un’indagine della Procura della Repubblica di Napoli Nord, con l’accusa di molestie sessuali ai danni di una bimba di 12, frequentatrice della parrocchia aveva detto. “Sono pentito di quello che ho fatto, chiedo scusa alla famiglia della ragazzina” aveva detto dopo aver deciso di non rispondere alle domande del giudice nell’interrogatorio di garanzia.

La vicenda La ragazzina non voleva più che il prete la molestasse, così ha registrato con il telefonino gli incontri tenuti col sacerdote nella canonica della parrocchia raccogliendo elementi rilevanti che ha consegnato in Procura e che hanno portato all’arresto dell’uomo. Ha fatto tutto da sola la bimba  vittima dei presunti abusi di don Michele Mottola, parroco a Trentola Ducenta fino al maggio di quest’anno, poi sospeso dalla diocesi di Aversa.

Nei suoi confronti è statore avviato un processo canonico tuttora in corso. “Lasciami stare, non mi devi più toccare”, è una delle frasi emblematiche che la piccola ha registrato mentre parlava con il prete; “è solo un gioco, non facciamo niente di male” sono le altre significative parole pronunciate invece dal sacerdote e finite nelle registrazioni consegnate dai genitori della bimba nel maggio scorso ai poliziotti del Commissariato di Aversa e fatte ascoltare alla diocesi, che ha subito sospeso don Michele dal servizio, informando la Procura di Napoli Nord. Nel frattempo gli investigatori della Polizia di Stato guidati da Vincenzo Gallozzi rahanno raccolto anche delle testimonianze.

L’incidente probatorio

Il cerchio sulla ricostruzione della vicenda si è chiuso con l’incidente probatorio che ha messo vittima e carnefice uno di fronte all’altro; la coraggiosa bambina ha confermato che gli abusi andavano avanti da tempo, mentre don Michele si è difeso dicendo che la minore stava farneticando. Intanto i genitori della bimba si sono rivolti al programma tv ‘Le Iene’ perché la vicenda venisse fuori in tutta la sua drammaticità.

Sono stati gli uomini del Commissariato di Aversa, coordinati dal dirigente Vincenzo Gallozzi, a notificare l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Napoli Nord. Don Michele Mottola era già stato allontanato dalla parrocchia  il 25 maggio scorso dal vescovo Spinillo, con un “Decreto di sospensione immediate” e nei suoi confronti  era statoo. avviato anche il procedimento per sottoporlo al processo giudiziario canonico. La stessa curia di Aversa aveva segnalato I fatti  all Procura perché accertasse anche le sue responsabilità dal punto di vista penale.

La vicenda era stata segnalata al vescovo di Aversa da un gruppo di fedeli della parrocchia che avevano accompagnato  la mamma della ragazza presso gli uffici della Curia vescovile per raccontare i fatti. Il caso era gistato rilanciato il 3 novembre scorso nelle trasmissione televisiva delle Iene che avevano intervistato i genitori della ragazzina molestata. Fonte: Internapoli Leggi anche Molestie e abusi all'Accademia Belle Arti di Napoli: docente indagato. Seguici su Facebook 41esimoparallelo

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