NAPOLI. Scatta l’allarme coronavirus in un centro d’accoglienza straordinaria per migranti situato a Licola, località napoletana a cavallo tra Giugliano e Pozzuoli, in Campania, dove sono stati ritrovati 17 positivi. Di questi, 14 sono migranti ospitati nella struttura e 3 sono operatori che lavorano nella stessa. Alla base del focolaio un primo caso emerso una settimana fa che ha fatto scattare lo screening di massa all’interno della struttura, la quale attualmente ospita 80 richiedenti asilo. Struttura che, per ragioni di sicurezza, è sorvegliata da una pattuglia della polizia municipale. Gli ospiti, tutti posti in quarantena fiduciaria, non hanno infatti colto pienamente il pericolo ed è alto il rischio di fughe verso l’esterno. Nella mattinata di ieri, a tal proposito, è arrivata anche una manifestazione di protesta all’interno dell’ex hotel, diventato centro d’accoglienza nel 2015. I migranti si sono ribellati alle misure di prevenzione al grido di “non abbiamo la malaria”. La presenza di soli positivi asintomatici non ha aiutato gli ospiti a rendersi conto della gravità dei fatti. Fonte: Anteprima24

Impennata di casi, scatta il mini lockdown in Campania. La decisione del sindaco

Montella (Avellino, Campania) – Il numero di positivi al Covid-19 nel comune di Montella sale. Ad oggi, in attesa del bollettino dell’Asl di Avellino, i casi appurati sono sei. Da qui la decisione del sindaco, Rino Buonopane, di chiudere attività commerciale e alcune scuole ed è stata immediatamente attivata la didattica a distanza grazie alla collaborazione dei dirigenti scolastici. “La situazione è molto complessa e siamo al lavoro per gestire al meglio le situazioni. Si tratta di molti contatti diretti e vogliamo intervenire per bloccare la possibilità di ulteriori contagi” dice la fascia tricolore del comune di Montella. Il Dipartimento dell’Asl sta collaborando con il Centro Operativo Comunale per una ricostruzione scientifica della mappa dei contagi.

Coronavirus, l’allarme: “In Campania boom di contagi tra gli infermieri”

ROMA. Dal 8 settembre scorso ad oggi sono 25 gli infermieri in tutta Italia che hanno contratto il Covid-19. Di questi, quasi la metà sono in Campania (10). Proprio la Regione che nei mesi scorsi sembrava aver combattuto al meglio la pandemia, sta facendo i conti con una situazione “a dir poco allarmante che e rischia addirittura di peggiorare”. È quanto denunciato da Nursing Up, il sindacato degli infermieri, che sottolinea, dati alla mano, “come per i nostri infermieri l’emergenza, in realtà, non è mai finita”. “Ogni giorno con i nostri referenti regionali monitoriamo la situazione all’interno degli ospedali – spiega Antonio De Palma, il presidente del Nursing Up – Il quadro è davvero allarmante”. Il sindacato riporta questi numeri: dall’8 settembre al 28, ci sono i 5 contagi di Ragusa (8 settembre), i 4 casi di Alessandria (tutte infermiere donne) del 12 settembre. 1 contagio a Genova (12 settembre), 5 casi al Cardarelli di Napoli (14 settembre). Un caso di contagio a Potenza (23 settembre), 5 casi a Castellammare di Stabia (25 settembre). Perugia con tre infermieri del reparto di nefrologia (28 settembre) e Foggia, sempre 28 settembre, con 1 contagio. Leggi anche Vescovo positivo in Campania, è ricoverato in ospedale Metti like alla pagina 41esimoparallelo e iscriviti al gruppo 41esimoparallelo
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