Nuova ordinanza in Campania. Stop alla circolazione dei minorenni in due Comuni dell’Irpinia. Succede a Quindici e Avella, in provincia di Avellino, dopo le ordinanze gemelle emanate dai rispettivi sindaci. I ragazzi potranno stare in giro soltanto per motivi comprovati da autocertificazione e comunque accompagnati da parenti adulti

I minorenni diventano i “sorvegliati speciali”

Dei comuni avellinesi di Quindici e Avella, dove da stanotte gli under 18 potranno uscire soltanto per motivi comprovati da autocertificazione e comunque accompagnati da un “familiare adulto“.

A deciderlo

E' il sindaco di Quindici, Eduardo Rubinaccio con un’ordinanza che entrerà in vigore dalla mezzanotte del 26 ottobre. Una scelta motivata dai sei contagi registrati a Quindici nelle ultime 24 ore che si aggiungono ad altri quattro rilevati a partire dal 3 luglio. Mentre il sindaco di Avella e presidente della provincia di Avellino, Domenico Biancardi, risponde con un’ordinanza analoga e un numero di 59 contagiati dal 3 luglio scorso.

Provvedimenti comunali

Che si aggiungono al coprifuoco dalle 23 alle 5 esteso a tutta la Campania con l’obbligo di chiusura di bar e ristoranti alle 18, insieme alla sospensione della didattica in presenza (fino al 31 ottobre), che già obbligava gli studenti di scuole primarie e secondarie a “frequentare” la scuola a distanza. Stop ai viaggi in regione, scuole restano chiuse. Ecco tutte le regole Entra in vigore oggi (assieme al Dpcm confermato da Conte durante la diretta di ieri) l’ordinanza numero 85 in Campania. Poche modifiche, diversamente da ciò che De Luca aveva preannunciato a causa dell’aumento esponenziale dei contagi. Queste infatti sarebbero dovute conciliare con le misure del governo che non sono piaciute al governatore della Campania, il quale avrebbe voluto provvedimenti più drastici per il contenimento dell’emergenza.

COVID-19, ORDINANZA n. 85: SCUOLE, MOBILITÀ E RISTORAZIONE

L’ordinanza n. 85 del 26/10/2020 contiene misure per la prevenzione e il contenimento dell’epidemia da COVID-19, in particolare sui temi della scuola, della mobilità e delle attività di ristorazione.

Questi i principali punti:

1. All’infuori di nidi e asili (0-6 anni), vengono confermate le disposizioni regionali sulla didattica a distanza nella scuola primaria e secondaria, salvi i progetti per alunni con disturbo dello spettro autistico e/o gli alunni diversamente abili, già adottate con Ordinanza n.82, nonché le disposizioni regionali vigenti per la didattica a distanza nelle Università. 2. Confermato il divieto di mobilità interprovinciale, ferma la forte raccomandazione (contenuta nel DPCM del 24 ottobre) a non allontanarsi dal territorio comunale se non strettamente necessario. 3. Per le attività di ristorazione: divieto di asporto (salvo che gli esercizi con consegna all’utente in auto e con sistema di prenotazione da remoto); consentita la consegna a domicilio, con partenza dell’ultima consegna alle 23,00 e rinvio, per il resto, alle disposizioni del DPCM 24 ottobre 2020.

Le altre misure

4. Confermato l’obbligo di rientro a casa entro le ore 23, secondo quanto recentemente disposto d’intesa con il Ministro della Salute. 5. Confermata per l’attività di jogging la fascia oraria nelle ore 6,00-8,30. Le disposizioni hanno efficacia fino al 31 ottobre, data nella quale l’Unità di Crisi effettuerà nuove valutazioni, sulla base dell’andamento epidemiologico che sarà stato registrato nel contesto regionale e locale. È stato dato mandato all’Unita di Crisi di valutare, insieme all’Anci, entro il 28 ottobre prossimo, le determinazioni eventualmente necessarie in vista della commemorazione dei defunti (1 e 2 novembre).

Covid Campania, De Magistris:

“De Luca confuso, ha fatto pandemonio Radiografia ‘proiettile istituzionale’, si comporta da tiranno”. “Napoli bisogna conoscerla bene. Dobbiamo partire dalla crescente fragilita’ che monta. L’annuncio di quel lockdown regionale ha prodotto l’immediata trasformazione dei sentimenti che stanno nell’animo non dei camorristi e dei violenti, ma nel corpo di Napoli”. Cosi’ in una intervista a ‘La Stampa’ il sindaco di Napoli Luigi De Magistris. Prima dei tafferugli “c’erano state tante manifestazioni, tutte pacifiche. Eppure proprio questo era il rischio a cui andavamo incontro, che frange estreme criminali e anche eversive si potessero innestare sul malessere sociale”. Segnali? “Al pomeriggio mi trovavo in Prefettura. Mentre ragionavamo, il governatore annunciava via Facebook il lockdown regionale. Ci siamo detti: e noi, qui, che ci stiamo a fare? Ora il Viminale parla di attacchi preordinati, ma quel venerdi’ pomeriggio nessuno ha fatto riferimento al pericolo imminente”.

De Luca ipotizza di fare una zona rossa a Napoli

“E’ in stato confusionale – risponde il sindaco – ha scatenato il pandemonio. Ora scarica la responsabilità sul governo e sulla citta’, senza averla mai coinvolta in nulla. Non ci dava nemmeno i dati. Abbiamo scoperto clandestinamente che l’aumento dei contagi avveniva in campagna elettorale, da fine agosto. Ti comporti da sovrano assoluto, da tiranno, e poi scarichi le responsabilita’ sui territori?”. Presidente di regione e sindaco non si parlano da maggio. “De Luca non ci riconosce come istituzione – dichiara De Magistris – chiama Napoli ‘la citta’ senza sindaco’. Io non partecipo neppure all’unita’ di crisi. Un comportamento anti istituzionale di questo tipo non l’ho visto neppure con Salvini e con Berlusconi”. La radiografia mostrata dal governatore e’ stata “una specie di proiettile istituzionale sparato sulla fragilita’ delle persone. Bisogna stare attenti a come si comunica. A marzo Napoli era lanciata, eravamo primi per crescita in Italia, Ma adesso Napoli e’ fragile. I soldi sono finiti”. Leggi anche:  De Luca corre ai ripari: “E' ora di prendere giuste decisioni. L'alternativa è chiudere tutto”  Metti like alla pagina 41esimoparallelo e iscriviti al gruppo 41esimoparallelo
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