NAPOLI. Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha apportato una modifica simbolica al nome dell'assessorato alla Famiglia, trasformandolo al plurale in "Famiglie". Ora, Manfredi sta chiamando a raccolta i primi cittadini del fronte progressista per discutere di un tema delicato come quello dei diritti civili. L'ex rettore ha accettato la sfida lanciata dai suoi colleghi appartenenti alla fascia tricolore riguardante la trascrizione dei figli delle coppie omogenitoriali. In serata, poco dopo le 19:30, Manfredi ha avviato una call con i sindaci di Milano, Beppe Sala, di Roma, Roberto Gualtieri, di Firenze, Dario Nardella, di Bologna, Matteo Lepore, e di Torino, Stefano Lo Russo.

Gaetano Manfredi e gli altri sindaci in una dichiarazione congiunta

«C'è un vuoto normativo che va assolutamente colmato: quando si discute dei diritti dei bambini, è necessario provvedere con una legge che li garantisca. Lo Stato, in tutte le sue articolazioni, non deve alimentare discriminazioni: anzi bisogna favorire tutte le forme di riconoscimento per garantire uguali diritti a tutti i bambini così come è previsto dalla nostra Costituzione», ha detto Manfredi.

Poi prosegue così: «In tal senso ritengo sia utile da parte di noi sindaci assumere una posizione unica, una linea comune che non crei conflitto istituzionale, ma che anzi serva ad avviare un dibattito a livello governativo e parlamentare. Come Amministrazione comunale di Napoli siamo vicini alle sensibilità di tutte le famiglie, al punto che - come gesto simbolico, ma dal valore anche sostanziale - ho modificato la delega dell'assessore alla Famiglia in Famiglie».

Successivamente è arrivata una dichiarazione congiunta dei sindaci di Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna, Firenze, Bari. 

La dichiarazione

"L’esperienza quotidiana delle amministrazioni locali dimostra che esistono domande di tutela alle quali non si riesce a dare adeguata risposta. La vita famigliare delle persone LGBT+ risulta, nell’assetto normativo attuale, non ancora compiutamente riconosciuta, generando disparità di trattamento nel quadro dell’Unione Europea.

Per questo consideriamo fondamentale contrastare ogni discriminazione e garantire pienamente i diritti dei figli delle coppie omogenitoriali, e sentiamo forte la necessità di azioni comuni che vogliamo condividere con i Sindaci di ogni orientamento politico. 

I principi costituzionali di uguaglianza e di tutela della dignità della persona devono guidare il Legislatore verso alcuni passi non più rinviabili quali: 
-il riconoscimento anagrafico dei figli e delle figlie delle coppie omogenitoriali;
-il matrimonio egualitario con il conseguente accesso alle adozioni così come previsto per le coppie eterosessuali.

Siamo pronti a discutere di questo con il Parlamento e con il Governo. Chiediamo quindi un incontro urgente con la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. 

Nell’attesa di una legge, noi Sindaci ribadiamo la volontà di agire collettivamente nell’esclusivo interesse dei minori, procedendo alla trascrizione integrale dei certificati di nascita costituiti all’estero con due mamme, non riconducibili a una gestazione per altri, chiaramente esclusa dalla legge.

Sulle trascrizioni riteniamo, infatti, che l’indirizzo della giurisprudenza sia già molto chiaro in Italia e in Europa. Nelle prossime ore il Sindaco di Milano Beppe Sala sarà Bruxelles dove rappresenterà le nostre posizioni. Saremo a Torino il 12 maggio per ribadire le nostre posizioni comuni".

I Sindaci di Roma Roberto Gualtieri, di Milano Beppe Sala, di Napoli Gaetano Manfredi, di Torino Stefano Lorusso, di Bologna Matteo Lepore, di Firenze Dario Nardella, di Bari Antonio Decaro.

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