Minacciato un dirigente del comune di Eboli"Sei un infame, ti aspettiamo fuori" è il messaggio che è arrivato a Francesco Mandia, Funzionario dell'Amministrazione comunale di Eboli. Recentemente nominato dall'amministrazione comunale come dirigente per l'ufficio Manutenzione, Francesco Mandia ha ricevuto il messaggio minatorio sul telefonino che recitava: “Sei un infame…ti facciamo fare tre mesi di ospedale e ti aspettiamo quando esci dal Comune”. Immediata la denuncia ai carabinieri del comando di Eboli, che subito hanno aperto un indagine contro ignoti. Sembra che Mandia sia già stato vittima di intimidazioni, l'ultima risalente al mese di Novembre, quando è stato avvicinato da una sconosciuto che gli aveva intimato di rinunciare al nuovo incarico.

Dirigente minacciato - Il mondo politico solidale: "Sembra il '600"

Sconcerto e solidarietà dal mondo politico: vicinanza da Damiano Cardiello, Antonio Corsetto, Cosimo Pio Di Benedetto, esponenti politici comunali.

Dirigente minacciato - L'ex candidato sindaco Donato Santimone

Definisce l'accaduto, ovvero le minacce al dirigente, come una dinamica da '600, paragonandola a quella utilizzata dai bravi di Manzoni. "Ci sconvolge perché tuttavia non vogliamo abituarci a questa efferatezza, a questa prepotenza a questa logica che di civile non ha proprio nulla. Si colpisce un funzionario che applica le leggi, che segue le regole, che adotta il principio della trasparenza" dichiara Santimone puntualizzando che in occasione di questi eventi non si colpisce il singolo funzionario ma tutta la comunità di cittadini onesti.

Dirigente minacciato - Nel frattempo in Campania potrebbe già arrivare una nuova ordinanza sia per la Campania che per l'Italia: coprifuoco anticipato

Nuova ordinanza in arrivo anche per la Campania, regioni a rischio zona rossa in tutta Italia. L'allarme diventa sempre più insistente. Nuova ordinanza - La maggior parte delle regioni italiane si troverà in zona arancione o rossa E il rischio è che gran parte se non tutta l'Italia si trovi a breve in lockdown, mentre sono in totale dieci i territori che potrebbero finire nelle aree a maggiori restrizioni. Le 10 regioni a rischio zona rossa e arancione con l'ordinanza del 5 marzo e l'Italia verso il coprifuoco anticipato Il monitoraggio di venerdì 5 marzo cambierà quindi il colore di molti territori, anche se per ora il governo continua a dire che un lockdown nazionale non è all'orizzonte.

Nuova ordinanza - In zona rossa dall'8 marzo potrebbero finire l'Emilia-Romagna, la Campania e l'Abruzzo

A rischio zona arancione Ci sono invece Calabria, Friuli-Venezia Giulia e Veneto, mentre Lazio e Puglia sono al limite dei parametri che fanno scattare le aree a maggiori restrizioni.

Nuova ordinanza - Un caso a parte è la Lombardia

Dove la percentuale di positivi sui tamponi è schizzata dal 5% delle scorse settimane a picchi di 9 o 10 degli ultimi giorni, mentre i ricoveri continuano a salire, con il dato delle terapie intensive che nelle ultime 24 ore ha fatto segnare un preoccupante +35. Ad oggi, in base alle ordinanze del ministro della Salute Roberto Speranza del 27 febbraio scorso sono attualmente ricomprese:
  • nell'area bianca: Sardegna;
  • area gialla: Calabria, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Puglia, Sicilia, Valle d’Aosta, Veneto;
  • nell'area arancione: Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, provincia autonoma di Bolzano, provincia autonoma di Trento, Umbria;
  • area rossa: Basilicata, Molise.

Sulla possibilità che la Lombardia finisca in zona rossa

Il presidente della Regione Attilio Fontana per ora è cauto: "Noi monitoriamo costantemente la situazione cercando di capire se ve ne sono di particolare pericolosità - ha spiegato - ce lo diranno i dati. Ora siamo in zona arancione, con alcune evidenze di particolare difficoltà con l'arancione rafforzato.

E ancora aggiunge

Su cosa succederà domani non posso dire: in questo momento non ci sono situazioni che devono portare a modifica, oggi pomeriggio riguardiamo i dati se ci fossero comuni con una situazione particolarmente grave interveniamo per assumere un provvedimento utile".

Anche il Piemonte rischia la zona rossa

Portando a dieci il numero di territori che potrebbero cambiare colore. Due terzi dell'Italia si troverà molto probabilmente nelle aree con le restrizioni più dure a partire da lunedì. E c'è di più: il Corriere della Sera scrive oggi che mentre si rischia di tornare all'incredibile numero di 40mila contagiati al giorno il governo comincia a chiedersi se le restrizioni dell'ultimo Dpcm bastino per fermare la Terza Ondata. E anche se nessuno conferma, sul tavolo è tornata l'ipotesi di un lockdown generalizzato: coprifuoco anticipato e ulteriori restrizioni ai movimenti delle persone. Coprifuoco anticipato Tra le ipotesi sul tavolo c’è il coprifuoco anticipato e ulteriori limitazioni agli spostamenti delle persone. Sulla base dei dati e della curva epidemiologica Roberto Speranza si è convinto che «purtroppo i numeri peggioreranno ancora».

Nuova ordinanza - Domani l’Rt nazionale

Sarà sopra 1 e le ordinanze del ministro della Salute faranno scattare l’arancione in altre regioni e forse anche il rosso se, come è prevedibile, alcuni territori andranno oltre 1,25.

Mentre intanto i governatori

Si tutelano dichiarando zone rosse o arancione scuro nelle province dove i contagi salgono di più: Bologna e Modena saranno in lockdown nelle prossime ore, ha annunciato Bonaccini, mentre le province di Udine e Gorizia passeranno in arancione da venerdì per decisione del presidente Massimo Fedriga che ha disposto la didattica a distanza per tutti gli studenti delle medie, delle superiori e delle università".

Niente scuola in presenza

Anche per i ragazzi delle seconde e terze medie e delle superiori del Piemonte. "Abbiamo una situazione che ci dice che quotidianamente le cose stanno peggiorando - sottolinea il presidente Alberto Cirio - Dobbiamo essere pronti ad intervenire chirurgicamente dove necessario".

Nella Sardegna bianca, invece, da lunedì

Chiunque vorrà entrare nell'isola dovrà sottoporsi a tampone rapido. Guido Rasi, docente di Microbiologia all'Università di Tor Vergata, dice ad Agorà su Rai 3 che è verosimile che il picco delle infezioni arrivi nelle prossime settimane: "Quando ci sono tanti focolai, ognuno produce a raggio nuovi contagi. La situazione mi sembra molto brutta, d'altronde non ho visto misure strutturali per aiutare gli italiani a cambiare comportamento. Non ci sono le misure strutturali nei punti nevralgici, che sono la scuola e i trasporti". Come valuta il Dpcm a firma Draghi? "Il Dpcm insegue la pandemia - osserva Rasi - se adesso seguiranno misure strutturali probabilmente i prossimi Dpcm potranno essere adattati".

Anche la Lombardia ha numeri simili

E per questo ieri Guido Bertolaso, consulente del governatore Fontana sul piano vaccinale, ha lanciato l’allarme: "Tutta Italia, tranne la Sardegna, si sta avvicinando a passi lunghi verso la zona rossa". A rischio cambio ci sono anche la Campania e la Toscana (verso il rosso) e il Veneto e il Friuli Venezia Giulia (da giallo ad arancione). Discorso differente per il Lazio in cui la scorsa settimana l’Rt era sotto l’1 (0,92) e, stando alla Regione, dovrebbe restarci anche se in lieve crescita. «Siamo al limite» confidano, ma la speranza è che si riesca a tenere.(Today) Leggi anche: Lockdown fino al 7 marzo in Campania, il sindaco chiude tutto: la città si sveglia in zona rossa Metti like alla pagina 41esimoparallelo e iscriviti al gruppo 41esimoparallelo "Seguici sul nostro canale Youtube 41esimo Parallelo"
Tortoreto in lacrime per Renato Di Remigio: addio a un giovane papà
Tir si ribalta lungo la statale, traffico in tilt: la corsa in ospedale