«La conferma della possibilità, seppur in casi particolari, di poter bocciare gli studenti, prevista all’interno del nuovo decreto sulla scuola, cozza con gli annunci e con le buone intenzioni che la ministra Azzolina aveva espresso nelle settimane precedenti»: si ribella la Rete degli studenti medi alla conferma che nell’ordinanza sulla valutazione, che è stata anticipata la scorsa settimana e dovrebbe essere pubblicata domani dopo il parere del Consiglio superiore della Pubblica istruzione, ci sarà anche un’ipotesi bocciatura. Ma non sono gli unici: la frenata della ministra Lucia Azzolina, dopo l’annuncio che quest’anno non ci sarebbero stati bocciati, ha animato diverse discussioni, anche tra gli insegnanti. Vale la pena allora chiarire cosa effettivamente dice la nuova ordinanza sulla valutazione e soprattutto sull’ipotesi di bocciatura.

Le due ipotesi

Sono due sostanzialmente le possibilità che portano un consiglio di classe a considerare la bocciatura di uno studente, e valgono per tutti i gradi di istruzione, dalle elementari alle superiori. La prima è legata alle assenze, non solo per il periodo della didattica a distanza, ma anche nella prima parte dell’anno. «Nei casi in cui i docenti non siano in possesso di alcun elemento valutativo relativo all’alunno, per cause non imputabili alle difficoltà legate alla disponibilità di apparecchiature tecnologiche ovvero alla connettività di rete, bensì a situazioni di mancata o sporadica frequenza delle attività didattiche», il consiglio può decidere di non ammettere l’alunno alla classe successiva. La seconda ipotesi è quella legata all’esclusione agli scrutini o agli esami «ai sensi dello Statuto delle studentesse e degli studenti». Ovvero: se un alunno ha un quadro disciplinare pesante, è stato ad esempio sospeso per 15 giorni per comportamenti scorretti - ovviamente durante il primo quadrimestre - può essere bocciato.

I voti o i giudizi alle elementari?

E i voti? La valutazione avverrà sulla base di quanto effettivamente svolto, ma gli alunni potranno essere ammessi alla classe successiva anche in presenza di voti inferiori a 6 decimi, in una o più discipline. Ma non sarà «6 politico». Le insufficienze compariranno, infatti, nel documento di valutazione. E per chi è ammesso alla classe successiva con votazioni inferiori a 6 decimi o, comunque, con livelli di apprendimento non consolidati sarà predisposto dai docenti un piano individualizzato per recuperare, nella prima parte di settembre, quanto non è stato appreso. Il piano sarà allegato al documento di valutazione finale. E anche se l’alunno sta passando da un grado all’altro di istruzione, ad esempio dalla primaria alla secondaria di I grado o dalle medie alla secondaria di II grado, il piano verrà trasmesso alla nuova scuola, perché le attività di recupero possano essere svolte durante il nuovo anno scolastico. Sul tema dei voti il Cspi ha proposto, come avevano già fatto i sindacati nell’incontro con la ministra la settimana scorsa, di rivedere le regole per quanto riguarda le elementari: invece di dare i voti, si potrebbero, per quest’anno, mettere i giudizi. Fonte: Corriere Leggi anche Coronavirus, alunni metà a scuola e metà a casa, Azzolina frena: «Solo una proposta, forse per i più grandi». Seguici su Facebook 41esimoparallelo

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