Delù e De Laurentiis. Quando la tradizione, l’arte e la passione si fondono, nasce inevitabilmente una piccola nuova arte. Un altro “gioiello” dallo stile inconfondibile, quello Made in Naples.

Si chiama e si scrive Delù

Ma è l’espressione di un amore profondo per tutto ciò che riguarda la propria terra, i suoi odori, i suoi sapori… E perché no la sua gente con tutte le sue contraddizioni, eccezioni, splendori, ma soprattutto originalità, spesso invidiataci dal mondo intero. Napoli è sempre stata, è, e sarà una terra ricca di “ingegno” capace di rinnovarsi ed esprimersi ogni volta senza mai dimenticare chi è e da dove viene. E in questo la famiglia De Laurentiis argentieri dal 1897, è una delle pioniere, delle traghettatrici verso nuovi orizzonti e nuove sfide. Così nasce Delù, il brand di borse artigianali tutto partenopeo.

L'idea

Un’idea dell’imprenditrice Maria Romano che avvalendosi della forte tradizione ed esperienza nel campo dei gioielli al fianco del marito Gino De Laurentiis, argentiere da generazioni di famiglia e conosciuto nel settore orafo e pelletteria artigianale d’Italia, coniuga l’arte del gioiello con quello della pelletteria, dando vita ad uno degli “oggetti” più desiderati da ogni donna: una borsa “gioiello”. Una sfida, una scommessa che Maria Romano è riuscita a vincere grazie soprattutto all’impegno, alla dedizione e a quella spinta in più, giunta da Enrico De Laurentiis.

Il figlio d'arte Enrico De Laurentiis

L’inconfondibile tocco del figlio d’arte che ha unito quella tradizione della famiglia tramandatagli nel tempo, all’innovazione, al futuro. Ed ecco che da Made in Naples, il brand Delù diventa Made in Italy. “Una scommessa… Ricordo che è nato tutto un po' per caso, all’improvviso – racconta Enrico figlio di Maria Romano e Gino De Laurentiis – mamma propose e lanciò questa idea, questo progetto ed io lo colsi al volo. Nonostante mi occupassi di tutt’altro in quel periodo, ero per lo più a Roma per terminare gli studi in economia aziendale, non riuscii a non sentir il richiamo della mia terra e soprattutto quello della mia famiglia, di quell’arte che posso dire senza mezzi termini mi scorre nelle vene. Così sposai il progetto di mamma e lanciammo sul mercato dell’economia un prodotto artigianale abbinato a quello che era la tradizione napoletana del made in Naples, il gioiello e la pelletteria”. Delù E’ entusiasta Enrico mentre lo racconta, gli occhi gli brillano come un bambino dinnanzi ad uno dei suoi giocattoli preferiti. Da lì intuiamo che sta rammentando qualcosa mentre si racconta: “Ebbene si – sorride e riprende – un piccolo aneddoto. Sai, la borsa di una donna e in questo caso di mia madre fin da bambino, è sempre stato per me un mistero, un mondo un po' magico, una sorta di borsa di Mary Poppins per intenderci. Vi era sempre una sorpresa. Le borse delle donne contengono di tutto e quando rimanevo incantato dinnanzi a mia madre che aveva sempre ciò che volevo o che poteva rendermi felice, nascosto in quella borsa, mio nonno scherzosamente mi diceva, “semmai un giorno riuscirai a metter le mani su una di quelle borse e a capirne i contenuti sarai un uomo ricco nell’animo”. Delù

Ecco oggi mi sento un uomo ricco nell’animo.

Quelle borse, quel mondo incantato io sono riuscito, grazie a mia madre, non solo a toccarlo, ma a crearlo. Dando la possibilità alle donne di sfoggiare e possedere qualcosa di prezioso, bello, elegante, innovativo e unico, trattandosi di borse artigianali. Ma soprattutto, cosa che mi rende ancora più felice, è che siamo riusciti a regalare anche ai bambini quella stessa immagine che avevo io, quello stesso ricordo un po' incantato, un po' magico che sa di buono, di unico, che ci permette di sognare. Oggi se ne è quasi perso completamente il senso”. Ecco cosa fa di un brand, un marchio vincente, quella tradizione, quell’attaccamento alle cose buone, genuine, tramandate nel tempo e che trovano il coraggio di esprimersi nonostante i tempi che ci vogliono sempre più “virtuali” e meno per così dire “veri”, “umani”.

Enrico De Laurentiis

E' un giovane imprenditore che è riuscito a coniugare il passato, la tradizione con il futuro e l’innovazione, lanciando sul mercato un prodotto, quale quello della borsa Delù, che è l’espressione di una Napoli, un meridione che ha voglia si, di rinnovarsi e di mettersi in gioco, ma senza abbandonare ciò che lo caratterizza da sempre. “All’inizio – prosegue – non è stato semplice, come in ogni cosa ci vuole il giusto tempo e la giusta dedizione, ma oggi posso dire di essere alquanto soddisfatto. E dico “alquanto” perchè ritengo che si possa fare sempre di più, brutto difetto di famiglia - scherza e riprende. Guardo le nostre borse realizzate prettamente nel centro storico di Napoli, dove i nostri artigiani fondono quelli che sono i tessuti di San Leucio con i gioielli del Borgo Orefice ed è affascinante vedere come la mia tradizione, l’arte della mia famiglia dà vita ad un nuovo per così dire suo “figlio”. Ne resto sempre incantato – e ancora aggiunge - Abbiamo partecipato a varie sfilate di moda con le nostre creazioni, tra cui alcune su temi dedicati alle donne, contro la violenza alle donne presso il Circolo Nautico Posillipo, una sfilata di beneficenza. Siamo stati anche alla fiera di Milano, coniugando i nostri rapporti in sinergia con l’Estero, come l’Inghilterra, la Germania, la Russia. Approdando con il nostro brand made in Naples, e facendolo conoscere nel settore artigianale come un’idea innovativa prodotta al Sud Italia, cercando appunto di portare la cultura della tradizione napoletana nei Paesi all’Estero.

Oggi il mio impegno e la mia nuova scommessa è questa:

Portare la nostra tradizione napoletana nel mondo. Spesso vengo definito "figlio d’arte”, ma noi del Sud siamo tutti figli d’arte, ognuno a suo modo ha un'arte da raccontare. Siamo figli di una napoletaneità fatta di tradizioni e di innovazione che ci scorre nelle vene. Compra Sud, ricompriamo la nostra vita, il nostro essere, il nostro appartenere a un luogo, ad una terra, la nostra Napoli".

"Compra Sud”

Ci lascia così Enrico… Una frase, che sembra quasi uno spot, ma che fa pensare… In questo momento dove la grande epidemia ci ha messo al tappeto, forse abbiamo davvero tutti bisogno di tornare a comprare un po' di noi… Magari proprio in una di quelle borse gioiello ci troveremo quella magia che manca, come raccontava Enrico, e incantati riscopriremo il gusto delle cose buone, quelle vere, quelle tramandate, quelle “nostre”. (di Nunzia D'Aniello) Leggi anche: Delù, l'eleganza e il tocco di classe delle borse made in Italy di Maria Romano  Metti like alla pagina 41esimoparallelo e iscriviti al gruppo 41esimoparallelo
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