TRANSIZIONE ENERGETICA, RAMPELLI (VPC-FDI): BASTA PARADOSSI, VIRTUOSITA’  ECONOMIA CIRCOLARE
IN CONTRASTO CON PANNELLI FOTOVOLTAICI, PALE EOLICHE, TERMOCOMBUSTORI.
Ue considera spesso gli Stati membri tutti uguali e questo è un errore

“Non abbiamo alcun pregiudizio nei confronti dell’Europa, né positivi né negativi. È interlocutrice fondamentale nella geoeconomia e in epoca di globalizzazione sarebbe errore fatale prescinderne, ma non possiamo ignorare le specificità nazionali. L’Italia, come altri Stati che fanno parte dell’Ue, deve far valere le proprie ragioni coniugando - anche sui temi ambientali - le esigenze del pianeta con quelle dell’Europa e con i propri legittimi interessi. Il limite delle istituzioni europee è stato spesso quello di prescindere dalle caratteristiche nazionali: ciò che può valere in Svezia per l’Ue deve valere anche  in Grecia, in Spagna, in Croazia. Il che crea effetti negativi e talvolta ricadute sociali drammatiche. L’Europa deve cercare di rispettare di più le caratteristiche e le identità di ciascun territorio invece di passare come un rullo compressore con direttive omologanti. Deve esaltare le differenze e non punirle. Questo approccio critico non significa affatto ostilità, ma valorizzazione della sua funzione”.
È quanto ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia intervenendo al Festival dell’Economia circolare.

“Sul tema ambientale sono stati fatti errori ma sono stati ideati anche strumenti virtuosi. Credo che il principio dell’economia circolare sia vitale per la salvaguardia del pianeta e per una corretta condotta di vita da parte dell’umanità. Nel ciclo dei rifiuti la circolarità è un concetto geniale perché consente di utilizzare più volte ciò che consumiamo, permette di  tutelare la materia prima salvaguardando il futuro delle nuove generazioni, preservando il pianeta e introducendo valori purtroppo rimossi dalle società turbo liberiste: riduzione, risparmio, efficientamento. Risparmiare energia significa diminuire le bollette e quindi gli incassi dei grandi gestori. Idem risparmiando acqua si alleggeriscono le bollette delle società erogatrici. Riducendo i rifiuti ci sarebbe il collasso del sistema che si alimenta sulla loro combustione”.
“Tuttavia, non possiamo non rilevare paradossi nello stravaganze circo progressista e lobbista. L’approvvigionamento energetico non deve sfregiare  il paesaggio che, in Italia,  è tutelato dall’articolo 9 della Costituzione. Se abbiamo un deficit di energia non possiamo spalmare sul territorio né milioni  di pale eoliche né interminabili distese di pannelli fotovoltaici perché rischiamo di distruggere questa ricchezza e procuriamo un’altra emergenza, ancora più pericolosa, quella alimentare. Le pale eoliche? Al largo delle coste, i pannelli solari? Sulle aree industriali dismesse, sulle aree degradate, sulle aree ferroviarie e autostradali”.
“Sulla rigenerazione urbana, altro paradosso: non si può continuare a parlare di economia circolare e poi proseguire a costruire con i materiali più energivori che ci siano, per un vezzo modaiolo: vetro e acciaio". 

"Tornando sui rifiuti- ha concluso Rampelli- se dobbiamo fare economia circolare, la costruzione dei termocombustori la nega. Basta con gli scioglilingua e le ipocrisie, pragmaticamente occorre dire che si possono bruciare solo piccole quote residue di rifiuti, si deve cancellare il Cip6 e occorre invece investire risorse per far funzionare a regola d’arte i consorzi di recupero e riuso”.

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