Alessia Pifferi
Alessia Pifferi, l'arrivo in tribunale

Nell'aula di Milano, il processo che vede protagonista Alessia Pifferi, accusata dell'omicidio della figlia Diana, si apre con una vibrante requisitoria da parte della sua difesa. 

L'avvocatessa Alessia Pontenani lancia un appello commosso per l'assoluzione della sua assistita, sottolineando il contesto difficile in cui Alessia è cresciuta e chiedendo che la sua vita travagliata sia considerata come circostanza attenuante nell'analisi del caso.

La posizione della parte civile

Dall'altra parte, l'avvocato Emanuele De Mitri, rappresentante della parte civile, insiste sulla colpevolezza di Alessia Pifferi

Secondo De Mitri, le prove presentate durante il processo dimostrano in modo inequivocabile che Alessia era consapevole delle conseguenze fatali del suo abbandono della figlia. 

L'avvocato cita le testimonianze e le perizie che confermano la piena consapevolezza di Alessia riguardo alla pericolosità della sua azione e respinge ogni tentativo di giustificare il suo comportamento.

L'appello alla giustizia

L'avvocato della famiglia di Alessia Pifferi, composta da Maria e Viviana, madre e sorella dell'imputata, difende strenuamente l'innocenza di Alessia. 

Sottolinea che non ci sono prove di un'eventuale mancanza di affetto materno da parte della famiglia e accusa la parte civile di tentare di denigrare la reputazione di Alessia. 

L'avvocato chiede inoltre la non concessione di attenuanti generiche e il risarcimento per il danno d'immagine subito dalla madre e dalla sorella di Alessia.

La conclusione del dibattito

Il processo di Alessia Pifferi continua ad essere al centro di un acceso dibattito legale. Mentre la difesa lotta per dimostrare l'innocenza della sua assistita, la parte civile insiste sulla sua colpevolezza. La decisione finale spetta ora alla giuria, chiamata a valutare attentamente le prove presentate da entrambe le parti e a emettere un verdetto che porterà una risposta definitiva a questa tragica vicenda.

 

 

 

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