Nizza Monferrato
Nizza Monferrato

Nella serata di venerdì 1° marzo, a Nizza Monferrato, in provincia di Asti, si è verificata una tragica vicenda che ha portato alla morte di Akhyad Sulaev, un uomo di 50 anni immigrato in Italia alcuni anni fa con la moglie e i loro quattro figli. 

La svolta nelle indagini è giunta quando la figlia maggiore, una ragazza di 18 anni di nome Makka, ha confessato agli inquirenti: 

Ho ucciso mio padre. Tutti in casa subivamo le sue violenze, soprattutto mia mamma

La famiglia, di origini russe e di fede musulmana osservante, risiede in Piemonte da diversi anni e comprende anche la madre e tre bambini, che erano presenti in casa al momento dell'omicidio. 

Makka, la presunta colpevole, frequenta il terzo anno del liceo scientifico con ottimi risultati e contribuisce alle spese domestiche lavorando come cameriera in un locale nelle serate.

Nizza Monferrato

Sembra che Akhyad Sulaev, il padre, lavorasse come lavapiatti nello stesso locale della figlia maggiore e della moglie. Tuttavia, nella serata in cui è avvenuto l'omicidio, sembra che avesse deciso di lasciare il lavoro. Le indagini in corso dovranno chiarire se vi sia un collegamento tra questa decisione e la lite scoppiata in casa, culminata poi con l'omicidio.

I carabinieri della vicina Canelli e di Nizza Monferrato lavorano insieme per ricostruire i dettagli dell'accaduto 

 le testimonianze di coloro che erano presenti in casa al momento del tragico evento. Le indagini sono coordinate dalla procura di Alessandria.

La svolta

La confessione della figlia maggiore segna una svolta significativa nelle indagini, ma resta da comprendere appieno il contesto e i motivi che hanno portato a tale gesto. La comunità locale è sconvolta da questa drammatica vicenda, che ha scosso profondamente tutti coloro che conoscevano la famiglia Sulaev.

LE ALTRE NOTIZIE DI CRONACA 

Dopo un'agonizzante attesa di dodici giorni, il mistero della scomparsa di Antonella Di Massa, la donna di 51 anni residente a Casamicciola, ha finalmente trovato una tragica risoluzione. Il suo corpo è stato rinvenuto in un aranceto, a meno di 300 metri dalla sua auto, che era parcheggiata in una strada di campagna sull'isola di Ischia.

 

La macabra scoperta

La terribile scoperta è stata fatta da due giornalisti della nota trasmissione televisiva "Chi l'ha visto?", giunti sull'isola per seguire da vicino lo sviluppo delle indagini su questo caso che ha tenuto in ansia l'intera comunità.

Il cadavere della donna è stato trovato in un terreno contiguo alla strada, separato da essa solo da una bassa siepe, in un luogo non così lontano da una zona frequentata. Le prime ipotesi investigative suggeriscono che la morte sia avvenuta nelle ultime 24 ore, escludendo l'ipotesi di un decesso immediatamente successivo alla scomparsa. Le autorità competenti, incluse la Procura e la Sezione Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri, hanno ordinato l'autopsia per stabilire con certezza le cause del decesso e determinare se si tratti di un suicidio, come inizialmente ipotizzato dagli inquirenti, o di un omicidio.

Le ricerche di Antonella Di Massa hanno coinvolto un grande dispiegamento di risorse, con l'impegno di decine di uomini delle forze dell'ordine e volontari, mezzi tecnologici come elicotteri, droni e motovedette, ma fino a questo momento senza esito positivo. Continua a leggere qui

 

 

 

 

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