alessia pifferi

Alessia Pifferi è stata condannata all'ergastolo per l'omicidio della figlia Diana, lasciata sola per sei giorni e morta di stenti. La sentenza è stata emessa dalla Corte di Assise di Milano, che ha accolto la richiesta del pm Francesco De Tommasi. La madre di Pifferi, Maria Assandri, ha commentato il verdetto definendolo un "dolore atroce", sottolineando che la condannata "deve pagare per quel che ha fatto".

La piccola Diana è stata trovata morta il 20 luglio del 2022, dopo essere stata lasciata sola da Pifferi per quasi una settimana. La madre era partita per la provincia di Bergamo, lasciando la bimba nel lettino con poche provviste. La Corte ha escluso la premeditazione ma ha riconosciuto le aggravanti dei futili motivi e dell'aver commesso il fatto ai danni della figlia minorenne.

La madre di Pifferi ha espresso dolore e ha sottolineato l'assenza di pentimento da parte della condannata. La famiglia della vittima ha accolto positivamente la sentenza, mentre l'avvocato difensore ha annunciato ricorso e la richiesta di una nuova perizia.

Durante il processo, l'avvocato difensore ha sostenuto che Pifferi non avesse intenzione di uccidere la figlia, ma che fosse colpevole di abbandono di minore. Ha ricostruito la storia di Pifferi, evidenziando un contesto di isolamento morale e culturale.

Nonostante le affermazioni della difesa, la perizia psichiatrica ha accertato che la condannata era pienamente capace di intendere e volere al momento dei fatti. Il pm De Tommasi ha ribadito la responsabilità di Pifferi e la sua assenza di deficit mentali.

Il pm ha sottolineato che l'unica vittima in questa tragedia è Diana e ha definito Pifferi "bugiarda" e "attrice". La sentenza, secondo De Tommasi, ha riportato al centro del processo la figura della vittima.

L'avvocato difensore ha annunciato il ricorso e la richiesta di nuove indagini, sottolineando il disagio emotivo di Pifferi di fronte alla reazione della famiglia della vittima.

La sentenza ha generato riflessioni sulla giustizia e sulla responsabilità individuale. La famiglia della vittima e il pubblico ministero ritengono che la pena sia giusta e adeguata alla gravità del gesto.

La condanna di Alessia Pifferi all'ergastolo per l'omicidio della figlia Diana rappresenta un importante passo verso la giustizia per la vittima e la responsabilità per l'autrice del crimine. Resta da vedere l'esito del ricorso e se nuove indagini porteranno ulteriori chiarimenti su questa tragica vicenda.

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