Il Codacons guida la protesta contro Chiara Ferragni, con accusazioni di truffa che hanno scatenato un'ondata di denunce da parte dei consumatori. L'associazione per i consumatori ha depositato esposti contro l'influencer presso numerose Procure in Italia, e ha ricevuto numerosissime email da persone che hanno acquistato il famigerato pandoro e ora chiedono giustizia.

Nel caso in cui si confermasse l'accusa di truffa aggravata, la querela di parte non sarebbe obbligatoria, consentendo alla procura di procedere d'ufficio. Le segnalazioni inviate al Codacons includono dichiarazioni di consumatori che hanno acquistato il pandoro 'Pink Christmas' a un prezzo maggiorato e ora si sentono ingannati.

I consumatori contro Chiara Ferragni

Un consumatore ha spiegato: "Abbiamo acquistato il pandoro perché la nostra neonata era stata curata presso il Regina Margherita, e quindi abbiamo scelto questo pandoro. Non abbiamo lo scontrino, ma abbiamo la foto del dolce." Altre email lamentano l'acquisto di pandori Balocco in collaborazione con Chiara Ferragni, esprimendo delusione e richiedendo un rimborso.

Una consumatrice ha raccontato di aver comprato 15 pandori come regali di Natale e si sente tradita, sottolineando l'aspetto moralmente discutibile della situazione e chiedendo il rimborso dei danni morali oltre al costo del pandoro.

Alcuni consumatori si sentono presi in giro, citando l'acquisto di pandori Balocco/Ferragni con la convinzione che il ricavato andasse in beneficenza per aiutare i bambini. Altri, pur non richiedendo rimborsi per l'importo pagato, definiscono l'intera operazione come disdicevole.

In generale, le email riflettono un senso di tradimento da parte dei consumatori, che avevano inizialmente acquistato i prodotti con l'intenzione di contribuire a cause benefiche, ma ora si sentono ingannati e delusi dalle recenti accuse di truffa nei confronti di Chiara Ferragni e Alessandra Balocco.

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