Dossieraggio foto Ansa
Dossieraggio foto Ansa

La vicenda del Dossieraggio ha suscitato grande interesse e preoccupazione nell'opinione pubblica. Il caso, oggetto delle indagini della procura di Perugia, è ancora agli inizi e sta rivelando dettagli sempre più inquietanti.

Attualmente, sono una quindicina i soggetti iscritti nel registro degli indagati, tra cui emergono figure di spicco come il tenente della guardia di finanza Pasquale Striano e l'ex sostituto alla procura nazionale antimafia, Antonio Laudati. Questi nomi hanno destato grande attenzione e hanno portato alla luce una serie di interrogativi sul ruolo e sulle motivazioni dietro lo spiaggiamento di queste personalità.

L'inchiesta di Dossieraggio

Ha preso avvio dalle denunce del ministro della Difesa Crosetto riguardo a un presunto spionaggio ai suoi danni. Tuttavia, si è rapidamente estesa ad altri esponenti politici di rilievo, soprattutto di centrodestra.

 Tra i soggetti coinvolti figurano il sottosegretario alla presidenza del consiglio Fazzolari, i ministri Urso e Lollobrigida di Fratelli d'Italia, la ministra Calderone del Lavoro e il sottosegretario Durigon della Lega. Anche il vicepresidente della Camera Rampelli è sotto osservazione.

Gli altri nome emersi

Recentemente, sono emersi altri nomi di personalità notevoli, tra cui il presidente del Senato La Russa, l'ex premier Renzi e vari personaggi dello sport e dell'economia. Questo ha sollevato interrogativi sulle dimensioni e sulla portata dello spionaggio, portando alla luce la questione della privacy e della sicurezza dei dati personali.

Di fronte a queste nuove rivelazioni, le istituzioni stanno reagendo con decisione. I procuratori di Perugia Raffaele Cantone e Giovanni Melillo hanno richiesto di essere sentiti dal Comitato di presidenza del Consiglio superiore della magistratura e dalle commissioni parlamentari competenti. Queste richieste indicano la volontà delle autorità di fare piena luce sugli eventi e di assicurare che vi sia giustizia.

Salvini e la Lega alzano il tiro: "Chiederemo i danni a tutti"

Nel frattempo, la Lega ha sollevato la questione in seno al Copasir, chiedendo audizioni dei vertici presenti e passati della guardia di finanza e dell'Antimafia. Il partito ha definito la vicenda uno "scandalo degno dell'Urss" e si è detto pronto a denunciare e chiedere risarcimenti danni a tutti i livelli. Il segretario della Lega, Matteo Salvini, ha commentato duramente la situazione, definendola un "scandalo incredibile" e parlando di "pezzo di Stato che origlia". Ha aggiunto che "il partito più spiato dal buco della serratura sarebbe stato la Lega", definendo la vicenda "una vergogna degna dell'Urss, lo scandalo più incredibile degli ultimi decenni".

Dossieraggio, la rabbia di Matteo Salvini

Inoltre, Salvini ha sottolineato l'importanza di fare luce su questi eventi e di individuare i responsabili, definendo la situazione "gravissima" e auspicando "chiarezza assoluta". Ha invitato anche a non sottovalutare la portata dello scandalo, definendolo un attacco alla Repubblica e alla democrazia.

In conclusione, l'intera vicenda rappresenta un momento cruciale per il sistema giudiziario e per la tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, richiedendo una risposta tempestiva e decisa da parte delle autorità competenti.

 

 

 

 

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