L'esibizione dei Soul Food Vocalist a The Voice
L'esibizione dei Soul Food Vocalist a The Voice

Hanno letteralmente stregato il palco di The Voice Generation, il terzo spin-off di The Voice of Italy condotto da Antonella Clerici, in onda su Rai 1 il venerdì. 

Non solo hanno fatto sobbalzare il pubblico in studio e la giuria composta dai quattro rinomati coach del panorama della musica italiana, che si sono voltati tutti, ma la lite tra Loredana Bertè e Gigi D’Alessio per chi doveva ‘accaparrarsi’ la band non ha eguali.

Loro sono i Soul-Food Vocalist, un gruppo di Napoli, precisamente di Castellammare.   

Soul Food Vocalist con Gigi D'Alessio
I Soul Food Vocalist con Gigi D'Alessio

Il quartetto, acclamato a furor di giuria e pubblico ha, quindi, passato il turno entrando a far parte del team di Gigi D’Alessio che si è ben ragguardato dalla sua rivale più acerrima Loredana Bertè, una delle prime a voltarsi in favore del gruppo. Una guerra molto accesa tra i due che ha costretto il partenopeo a giocarsi il tutto per tutto bloccando la rockstar italiana in modo che non potesse essere scelta come coach. Insomma una vera e propria standing ovation per l’eclettico quartetto napoletano. 

Ma chi sono i Soul-Food Vocalist?

Francesco e Simone Capriglione, Carmen Scognamiglio e Antonella Parmentola che con le loro voci in un mashup di “Stand By Me” e “Every Breath You Take” hanno sfamato tutti, ma a quanto pare senza saziarli completamente perché le loro prelibate voci vogliono essere ancora e ancora assaporate. I Soul-Food Vocalist hanno catturato l’attenzione dell’intera giuria e non solo, grazie ad un sound nuovo e allo stesso tempo inconfondibile. Quattro combattenti, entrati su quel palco, per qualcuno in modo spavaldo, ma come conferma Francesco Capriglione: “Eravamo solo determinati a fare bene e a dare il massimo. Abbiamo trasformato quell’emozione, quell’adrenalina in forza e questo credo ci ha premiati”

Soul Food Vocalist
Soul Food Vocalist

 

Francesco Capriglione, il fondatore del gruppo

Francesco Capriglione, cresciuto a pane e musica, leader e fondatore del gruppo, il più ‘anziano’ del quartetto che vanta un passato da autodidatta e che a maggior ragione entusiasma ancor di più con la sua voce calda e in pieno stile soul. 

La mia passione per la musica nasce inconsapevolmente e sempre più inconsapevolmente cresce dentro di me negli anni. A farmi avvicinare alla musica senza nemmeno saperlo è stata mia madre col suo giradischi - altri tempi, scherza e riprende – Un giradischi che ad oggi conservo gelosamente. Da piccolo mi incantavo e sognavo sulle note della Regina del soul Aretha Flanklin guardando mia madre estasiata da quella musica. La musica di Etta James, Roberta Flack, Otis Redding fino poi a Diana Ross è stata il mio pane. Io sono nato nel ’69 e quindi quando l’R&b è sbarcato in Europa negli anni tra il 1973/1974 ero completamente immerso in quei suoni che mi hanno rapito. Anche se poi crescendo faccio tutto un altro percorso tuffandomi dapprima nella musica folk e classica napoletana prendendo parte a vari gruppi dell’epoca, fino poi a formarne uno mio: ‘La maschera’ e da lì incominciano anche le prime comparse in Tv. Poi un incontro casuale con un vecchio walkman di un amico, durante una delle tante esibizioni dell’epoca, mi fa riassaporare la musica soul, quella del giradischi di mia madre che risuonava in casa quando ero piccolo, così mollo tutto e ritorno a quelle melodie dopo due importanti avventure in teatro come quella che mi vide al fianco di Massimiliano Varrese nel musical ‘Sono tutti più bravi di me’ regia di Emanuela Giordano; poi con la mitica Patti La Belle a Umbria Jazz; e ancora ‘Emozioni’ con Mogol.  

Patti La Belle e Francesco Capriglione
Patti La Belle e Francesco Capriglione

Giungiamo così agli anni 99/2000 e grazie ad un film Soul Food, trovo finalmente la mia ispirazione e fondo il nostro attuale gruppo Soul-Food Vocalist. A quei tempi Simone era piccolo, quindi ancora non faceva parte della band ma incominciava a guardarsi attorno, mentre io facevo crescere questa mia passione riscoprendo e lavorando con varie soliste fino poi a giungere alla formazione attuale io, Simone, Carmen e Antonella. Ognuno di noi ha apportato a questo gruppo oltre che al proprio bagaglio personale di conoscenza ed esperienza anche quella giusta vivacità che ci tiene uniti.

Prima di sbarcare a The Voice ci sono degli eventi importanti ai quali avete preso parte, come, ad esempio, il Christmas Contest del 2021 dove avete cantato per il Papa… 

Si quella è stata per noi un’emozione indescrivibile ed un onore enorme. Non capita tutti i giorni di cantare per il Papa, stringergli la mano e partecipare ad un evento di così grande portata. Grazie ad artisti di rilievo come Mogol, Fio Zanotti, Roberto Cenci, Andrea Pennino, Dario Salvatori, Silvia Notargiacomo e tantissimi altri meravigliosi professionisti abbiamo avuto la possibilità di esprimerci e di portare la nostra musica davanti ad un pubblico importante. Poi c’è stato l’omaggio a Pino Daniele al Palapartenope di Napoli insieme a Bennato, Concato, Irene Grandi, Lina Sastri; e l’ultima tra tutte la grande avventura di Carmen con Massimiliano Gallo in ‘Stasera punto e a capo’

Francesco Capriglione e Papa Francesco
Francesco Capriglione, l'incontro con il Papa

Si arriva così al palco di The Voice: credevate che tutti e quattro i coach si sarebbero voltati?

Onesti? Si? - Sorride e riprende - Non, però per presunzione, solo perché eravamo davvero concentrarti e determinati nel voler far parte di questo contest. L’idea di partecipare è partita da Carmen e senza battere ciglio tutti abbiamo accettato. Noi volevamo far centro e che dire a quanto pare ci siamo riusciti. Il responso poi di Loredana Bertè e con lei tutti i coach, mi ha convinto che eravamo sulla strada giusta. E quando Gigi D’Alessio l’ha addirittura bloccata, lì ho realizzato che, effettivamente eravamo riusciti nell’intento. E’ stata una grande emozione. Poter far parte del team D’Alessio per noi è un onore, è un grande maestro. 

Tutt’altra strada quella di Simone Capriglione che approda alla band solo in un secondo momento anche se la passione gli scorre nelle vene e non sarebbe potuto essere diversamente. 

Fratello minore di Francesco, ben 17 anni in meno: 

E’ lui che ha notato in me una certa predisposizione alla musica, così mi ha invogliato ma senza mai obbligarmi, diciamo che canticchiavo – sorride e riprende – Poi all’età di 14 anni mi accompagnò a fare il provino del musical Scugnizzi con Sal Da Vinci e da lì poi sono, per così dire fiorito. Ho partecipato a vari contest, ho preso parte a Un Post al Sole, a La Squadra, sono arrivato finalista al Premio Mia Martina, secondo, invece, al contest La voce di Roma

Simone Capriglione e Sal Da Vinci in Scugnizzi
Simone Capriglione e Sal Da Vinci in Scugnizzi

Insomma ho provato a darmi da fare e sono riuscito anche grazie a mia moglie Carmen, che mi ha spronato, a diplomarmi al Conservatorio, mescolando così la mia esperienza accumulata negli anni grazie a mio fratello e un po' anche a me, a quelle che erano le nozioni teoriche. 

Simone Capriglione e Serena Rossi Scugnizzi
Simone Capriglione e Serena Rossi Scugnizzi

Anche se devo dire che poi mi sono dedicato di più al mondo della produzione musicale. Ho creato infatti un home studio dove elaboriamo e prepariamo da soli i nostri pezzi. 

Simone Capriglione e Raoul Bova
Simone Capriglione e Raoul Bova

Ma comunque, anch’io nasco autodidatta come mio fratello, col tempo grazie alla gavetta ho formato la mia voce fino poi ad amalgamare il tutto con gli studi successivi. Con Francesco oltre al rapporto musicale dove ovviamente spesso capita che si è anche in disaccordo, quello che ci lega è senza ombra di dubbio il sangue, lui è per me un fratello/padre visti anche i nostri tanti anni di differenza, è spinto spesso da quel senso di protezione nei miei confronti anche se oggi sono adulto e vaccinato, ma credo che sia normale. 

‘La musica è il cibo dell’anima’, una frase che ha indotto D’Alessio a duettare con voi 

Noi ci cibiamo di musica, è il nostro pane, la nostra passione più grande, senza di essa saremo il nulla. So che è un po' da film, ma credo che la musica possa salvare il mondo, fa bene a tutti. E’ stata una frase che mi è nata spontanea, sarà anche per il mio attaccamento al cibo, in fondo si vede sono una buona forchetta, in soli tre anni sono lievitato tantissimo, adoro mangiare e cucinare. Per parafrasare un po' le parole dette da D’Alessio in puntata: la musica è come una pietanza, rispecchia tanto quello che sei dentro e quelli che sono i tuoi gusti. 

Cosa significa fare musica in una città come Napoli  che vanta una storia millenaria? 

E’ un vanto, non per essere patriottico o presuntuosi, ma il popolo napoletano da sempre ha dimostrato di avere una marcia in più, una verve personale e nella tecnica canora, e nell’innovazione e nella composizione. Essere apprezzati vocalmente da tante persone, oltre che da professionisti che hanno un retaggio storico importante è un qualcosa di straordinario ed è gratificante fare musica in una città come la nostra.  

L’ultima arrivata in casa Soul-Food Vocalist è invece Antonella Parmentola, mamma di due splendidi bambini

La musica ha sempre suscitato grandi emozioni nel mio animo, accompagnandomi nei momenti cruciali della vita, ma la realizzazione che cantare era ciò che volevo fare, è arrivata all'età di 9 anni, quando, in occasione dell’epifania, dopo aver cantato per la prima volta davanti ad un centinaio di persone, gli applausi meravigliati mi fecero capire che quello era il mio posto.

Antonella Parmentola
Antonella Parmentola

Così ho cominciato molto giovane a lavorare nel settore, verso i 15 anni già andavo in giro a cantare col mio primo insegnante di canto, ricordo che in repertorio avevo solo 3 canzoni! Ho partecipato a diversi contest tar questi ‘Caronissimamente insieme’ nel 2009 dove mi classificai terza; mentre nel 2019 con ‘Città delle acque in musica’ arrivai prima; e seconda al ‘Festival Nazionale voci nuove nel Cilento’. Poi mi sono occupata principalmente di eventi privati, lavorando in prestigiose strutture della penisola, fino al momento in cui ho incontrato i Soul-Food Vocalist. Li ho sempre ammirati, pur non conoscendoli di persona. Trovavo singolare che fossero riuscite ad incontrarsi tre voci così potenti e apprezzavo particolarmente la bravura, lo stile inconfondibile che li contraddistingue da sempre. 

Antonella Parmentola
Antonella Parmentola

L'incontro è avvenuto per caso, cercavano una cantante che sostituisse Carmen per un periodo di tempo determinato, invece ci siamo trovati così bene che, alla fine, hanno deciso di apportare un cambiamento drastico e importante nella loro formazione, lasciando che diventassimo 4. Per me è stata la realizzazione di un piccolo sogno che custodivo silenziosamente nel cuore, e, indubbiamente, è stato un upgrade nella mia carriera. Il palco di The Voice è la realizzazione di un altro sogno. Per ogni artista che si rispetti cantare su un palco così importante, su una rete così prestigiosa, arrivando al cuore di cosi tante persone rappresenta una consacrazione. Farlo insieme ai miei compagni di viaggio mi ha dato il coraggio necessario per affrontare questa sfida, ma soprattutto lo spirito giusto per vivere quella che sarà un'avventura meravigliosa, che porterò sempre nel cuore!

E giungiamo così alla più giovane del gruppo anche se storica voce della band, la dolce Carmen 

Canto da quando avevo 2 anni, la passione per la musica me l’ha trasmessa mio nonno, pianista e cantante che purtroppo oggi non c’è più. Quando canto spesso mi chiedo se mi stia ascoltando da lassù, dopotutto chi canta prega due volte. Poi crescendo ho cercato di ampliare le mie conoscenze. Ho conseguito due lauree in conservatorio e sto per conseguire la terza in composizione jazz. Sono molto fiera del mio essere “secchiona”, amo studiare e migliorarmi sempre. Poi dieci anni fa ho incontrato Simone e Francesco in un locale. Ero entrata proprio perché attratta dalle loro voci e dalla loro musica e che dire, fu amore a prima vista, in tutti i sensi.

Carmen Scognamiglio
Carmen Scognamiglio

Già in tutti i sensi, come coniughi il rapporto privato con Simone e l’ambito lavorativo? 

Complicità, fiducia e rispetto, sono le tre componenti fondamentali per ‘sopravvivere’ come coppia quando si fa lo stesso lavoro. Ci sono alti e bassi, ma la mia vita senza Simone non riesco proprio ad immaginarla.

Prima però di arrivare a The Voice Generation, c’è stato lo spettacolo con Massimiliano Gallo

Con Max è stato destino, cercava una cantante ma non mi sono iscritta io ai casting, mi ha iscritta mia zia, pensa te! Sono andata lì con zero speranze e alla fine ha scelto proprio me, ecco perché parlo di destino. È una persona meravigliosa, di immenso talento, una grande guida e gli sarò sempre grata per aver creduto in me. A Maggio riprenderà la tournée teatrale, insomma c’è tanta roba che bolle in pentola!

Carmen Scognamiglio e Massimiliano Gallo
Carmen Scognamiglio e Massimiliano Gallo

E direi proprio tanta, considerando l’imminente appuntamento del 27 aprile… 

Si ci sarà un concerto nel mio conservatorio e dirigerò per la prima volta l’orchestra, è un evento molto importante e sono L’UNICA DONNA del dipartimento di composizione, per me un grande orgoglio portare la parità dei sessi anche in questo ambito. 

Tornando a The Voice, l’incontro con Gigi D’Alessio, tu sua vera fan, ti brillavano gli occhi quando hai intonato la sua canzone

Attendevo nei miei sogni l’incontro con Gigi da almeno 20 anni, forse di più. Era un grande idolo di mio nonno, sono legata a lui da molti ricordi della mia famiglia, sono cresciuta con alcune sue canzoni e per me essere lì con lui è stato come ritrovarmi in una favola Disney: ad un certo punto ho davvero pensato ‘se puoi sognarlo puoi farlo’ ma in generale credo che la frase più adatta a tutto ciò che ci sta accadendo è: se ci credi davvero, i sogni possono realizzarsi! Ovviamente senza mai tralasciare lo studio. E devo dire che anche Gigi D’Alessio dietro le quinte, con le sue parole mi ha spinta a studiare e a continuare ad ‘elevarmi’ musicalmente perché è ciò che, unito alla ‘gavetta’, fa davvero la differenza. 

Cosa vi aspettate da The Voice Generation?

In realtà nulla – spiega Francesco – nel senso che siamo pronti a prendere tutto, tutto ciò che può darci sia in positivo che eventualmente in negativo. Nel secondo caso, se non dovessimo arrivare a vincere, sarebbe comunque un’altra grande esperienza che porteremo nel cuore.

Cosa bolle in pentola in casa Soul-Food Vocalist? 

Sicuramente portare il soul ad un altro livello attraverso nuovi progetti musicali con orchestra e stiamo valutando nuovamente anche il teatro. Tre, quattro anni fa, abbiamo sperimentato il Piccolo San Carluccio, non lo avremmo mai immaginato, eppure riuscimmo in un evento storico per noi, ben quattro serate sold out. Infine stiamo progettando un album completamente nostro, al momento è ancora in cantiere, ma ci stiamo lavorando. 

Non resta dunque che attendere venerdì sera e incrociare le dita per questo splendido quartetto. Nel frattempo però se volete deliziarvi attraverso le voci dei Soul-Food Vocalist e saziare la vostra anima di sane note, potete seguirli sui loro vari canali social: youtube, Tiktok, Instagram, Facebook, X, e Spotify.

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