sergio mattarella

“Come il 2 giugno del 1946, avvertiamo – oggi a livello mondiale – l’esigenza di impegnarsi per la pace, di perseguire insieme ovunque libertà e sviluppo, democrazia e diffusione del benessere, maturazione civile, crescita economica e dei diritti: questa ci appare, nella comunità internazionale, la grande sfida, l’orizzonte che abbiamo di fronte. Rifiutando con determinazione baratti insidiosi: sicurezza a detrimento dei diritti, assenza di conflitti aggressivi in cambio di sottomissione, ordine attraverso paura e repressione prosperità economia in cambio di sudditanza”.

Queste parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, pronunciate al Quirinale durante il concerto per la festa della Repubblica, riflettono un messaggio di speranza e impegno. Mattarella ha sottolineato l'importanza della pace, della libertà e dello sviluppo, valori che devono guidare la comunità internazionale verso un futuro migliore.

Il programma della giornata

La giornata del 2 giugno è iniziata con un tributo solenne. Alle 9.15, il presidente Mattarella, alla presenza delle più alte cariche istituzionali, ha reso omaggio al Milite Ignoto all’Altare della Patria con la deposizione di una corona d’alloro. L'evento è stato trasmesso in diretta televisiva su Rai Uno, con un’edizione straordinaria del Tg1.

Nel pomeriggio, dalle ore 16.30 alle 18.30, i Giardini del Quirinale sono stati aperti al pubblico, con un'attenzione particolare alle fasce deboli della popolazione invitate all'evento. Durante l'apertura, si sono esibiti la Banda Anbima delle Marche, il Coro giovanile campano e pugliese Feniarco e la Banda Interforze, creando un'atmosfera festosa e inclusiva.

Mattarella ha affrontato anche la questione dell'invasione dell'Ucraina, dichiarando: “Con l’invasione dell’Ucraina – un Paese indipendente e sovrano – la Russia ha riportato la guerra nel cuore dell’Europa e scavato nuovamente un solco tra i paesi del continente che sognavamo in pace e collaborazione, liberi e democratici da Lisbona a Vladivostok. La Federazione Russa ha demolito l’architettura di sicurezza che ha garantito pace e stabilità al continente europeo per lunghi decenni, sin dagli Accordi di Helsinki della metà degli anni settanta; e ha lanciato una nuova, angosciosa, corsa agli armamenti”.

La ricorrenza del 2 Giugno: storia

Il 2 giugno del 1946 è una data fondamentale nella storia italiana. In quel giorno, gli italiani furono chiamati a decidere, tramite un referendum istituzionale, se il Paese dovesse essere una monarchia o una repubblica. Il referendum, tenutosi dopo la seconda guerra mondiale e la caduta del fascismo, segnò una svolta decisiva per l'Italia.

I sostenitori della repubblica adottarono il simbolo dell’Italia turrita per la campagna elettorale, mentre i monarchici utilizzarono lo stemma sabaudo. Questa scelta iconografica generò polemiche, poiché l'Italia turrita aveva un significato universale che avrebbe dovuto essere condiviso da tutti gli italiani.

Il referendum del 2 giugno fu la prima votazione a suffragio universale in Italia. I risultati furono chiari: 12.717.923 voti per la repubblica contro 10.719.284 per la monarchia. La Corte di cassazione sancì la nascita della Repubblica Italiana il 18 giugno 1946.

Umberto II di Savoia, l'ultimo re d'Italia, lasciò il Paese il 13 giugno 1946 per evitare scontri tra monarchici e repubblicani. Dal 1º gennaio 1948, con l'entrata in vigore della Costituzione, ai discendenti maschi di Umberto II fu proibito l'ingresso in Italia, disposizione abrogata solo nel 2002.

La Guerra in Medio Oriente

Parlando della guerra in Medio Oriente, Mattarella ha detto: “Occorre avviare subito un processo che ponga termine ai massacri e conduca finalmente a una pace stabile, con il pieno e reciproco riconoscimento dei due Stati di Israele e di Palestina, necessariamente in tempi ravvicinati affinché sia realmente possibile. Nell’immediato, ribadiamo l’imperativo di dare piena attuazione a quanto richiesto dal Consiglio di Sicurezza per il cessate il fuoco, l’accesso umanitario incondizionato alla popolazione di Gaza e la liberazione degli ostaggi sequestrati nel corso del disumano attacco del 7 ottobre”.

La Festa della Repubblica non è solo un giorno di celebrazione, ma anche un momento di riflessione sulle sfide globali e sull'importanza dei valori democratici.

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