Strage di Erba
Strage di Erba

Nell'aula giudiziaria, mentre si discuteva l'istanza di revisione del processo relativo alla strage di Erba, "Quarto Grado" ha scosso l'opinione pubblica rivelando in anteprima le sconcertanti dichiarazioni di Olindo Romano, uno dei coniugi condannati all'ergastolo per quel tragico evento. 

Queste parole, emerse dopo tre mesi dall'orribile omicidio di Raffaella Castagna, suo figlio Youssef Marzouk, Paola Galli e Valeria Cherubini, gettano luce su un capitolo oscuro della vicenda.

"Quarto Grado" ha svelato esclusivamente il racconto di Romano, che ha testimoniato: 

Ci hanno spinto a ucciderli tutti, ci hanno portato a fare quello perché se fosse intervenuto chi doveva intervenire si vedeva cosa si poteva fare su questo benedetto pavimento e non succedeva niente 

Queste parole, pronunciate con rabbia e amarezza, dipingono un quadro di frustrazione e abbandono, suggerendo un senso di giustizia negata.

Strage di Erba, le parole di Olindo dopo il tragico delitto

Romano ha proseguito con tono agitato, rivelando il suo disprezzo per il sistema giudiziario e suggerendo ironicamente che forse la pena di morte sarebbe stata preferibile all'ergastolo. Ha condiviso dettagli drammatici della sera dell'omicidio, riferendo: 

Quella sera lì eravamo in casa, quando sono uscito ho visto la macchina del padre e ho detto: oh c'è anche il padre così li facciamo fuori tutti!

Le sue parole, cariche di rancore e dolore, rappresentano solo un capitolo dell'orrore vissuto in quella tragica notte. La richiesta di revisione del processo, fissata per il prossimo 16 aprile, ha generato un acceso dibattito in aula. Mentre la difesa dei coniugi ha chiesto un rinvio, l'avvocatura dello Stato ha respinto categoricamente la richiesta, definendola inammissibile. Il procuratore generale ha affermato che ribaltare le prove sarebbe un'impresa impossibile.

Esclusa inoltre la pista della criminalità organizzata per la quale “i bambini non si toccano” ed è “inverosimile che la criminalità organizzata abbia fatto un agguato in quella palazzina in una corte chiusa, dove si poteva scappare solo a piedi, con la macchina lontana. Dov’é la logica, dove la buttiamo?”. Per la strage, le armi utilizzate “sono state spranghe e un coltellino di piccolo cabotaggio”, non quelle che “utilizzerebbe la criminalità”. 

Azouz Marzouk, presente in aula, ha richiesto che sia sentito un testimone, Abdi Kais, mentre i cittadini, fuori dal Palazzo di Giustizia, hanno fatto richiesta per assistere all'udienza, dimostrando un vivo interesse pubblico per la vicenda.

Strage di Erba

La strage di Erba del 2006 

Ha lasciato un segno indelebile nella storia italiana. I coniugi Romano e Bazzi sono stati condannati in via definitiva per la morte di quattro persone e il tentato omicidio di un sopravvissuto. La richiesta di revisione del processo offre una nuova possibilità di giustizia, mentre la comunità cerca ancora di elaborare il trauma di quella terribile notte.

 

 

 

 

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