Meloni e Nordio
Meloni e Nordio

INCHIESTA PERUGIA. Il caso del tenente della Guardia di Finanza Pasquale Striano, accusato di aver consultato abusivamente i file sugli affari e i conti di politici e vip del mondo dello spettacolo e dello sport, ha scosso non solo l'opinione pubblica ma anche l'intera classe politica italiana. 

Dalla premier Giorgia Meloni al ministro della Giustizia Carlo Nordio, numerosi sono stati i commenti che hanno evidenziato la gravità delle azioni compiute e la necessità di tutelare il diritto alla privacy garantito dalla Costituzione italiana.

Giorgia Meloni ha condannato fermamente tali azioni, definendole "gravissime" 

E sottolineando che è inaccettabile che funzionari dello Stato possano violare la legge facendo verifiche su cittadini senza alcun titolo legittimo. Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha enfatizzato che il diritto alla privacy è diventato una sorta di "aspirazione metafisica", evidenziando così la sua preoccupazione per la situazione.

Anche il leader di Forza Italia e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha manifestato la sua preoccupazione, esortando a "capire chi è il regista" di queste azioni illegali e ribadendo l'importanza di difendere la privacy di tutti i cittadini. Ha inoltre dichiarato che è necessario attendere le riunioni dell'Antimafia per valutare la situazione nel dettaglio.

Il caso 

Ha avuto origine da un'indagine che ha rivelato centinaia di accessi abusivi al sistema informatico delle Segnalazioni di operazioni sospette, con il tenente della Guardia di Finanza Pasquale Striano che avrebbe consultato senza titolo file di affari e conti di politici e personaggi famosi. Nonostante si sia registrato un numero significativo di accessi, al momento non è emersa alcuna attività di dossieraggio, e il militare ha sempre sostenuto la correttezza del suo comportamento.

L'ipotesi

È emersa anche l'ipotesi che il finanziere possa aver avuto un mandante, tuttavia questa supposizione non ha trovato ancora riscontro negli accertamenti dei magistrati. La situazione è quindi complessa e in via di evoluzione, con molte domande ancora aperte e la necessità di un'inchiesta accurata per fare luce su quanto accaduto.

Inchiesta Perugia

Meloni lancia l'allarme: “Libertà di Stampa non c'entra”

Giorgia Meloni ha evidenziato la gravità della situazione, criticando il passaggio di informazioni alla stampa e definendo tali comportamenti inaccettabili in una democrazia. 

Vogliamo sapere chi sono i mandanti perché questi sono metodi da regime

Il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini 

Ha aggiunto che si tratta di uno dei problemi di illegalità più gravi degli ultimi decenni, e ha espresso il suo rifiuto di credere che si tratti dell'iniziativa di un singolo individuo.

Uno degli episodi più gravi degli ultimi decenni. Che ci siano funzionari infedeli che, secondo l'accusa, spiano migliaia di italiani è gravissimo. Mi rifiuto di pensare che sia l'iniziativa di qualche singolo. Vorrei sapere se i vertici della Finanza ne erano al corrente o meno. Faremo denunce ed esposti affinché chi di dovere indaghi. Un conto è la libertà di stampa, un altro è se qualcuno abusivamente entrasse nel suo conto corrente e poi pubblicasse. Mi sembra un comportamento sovietico

Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio

Ha ribadito la gravità della situazione e ha dichiarato che occorre monitorare gli sviluppi dell'inchiesta. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha preferito non commentare la vicenda per rispetto dell'inchiesta in corso, ma ha sottolineato di essere la parte lesa in questa situazione.

Le audizioni al Copasir del procuratore nazionale Antimafia, Giovanni Melillo, e del procuratore di Perugia, Raffaele Cantone, sono previste per il 7 marzo. Queste audizioni saranno cruciali per fare luce sulle circostanze che hanno portato a questa situazione e per valutare eventuali responsabilità istituzionali.

Anche il governatore lombardo Attilio Fontana ha commentato la situazione, definendola sconvolgente e auspicando un intervento del presidente della Repubblica. La segretaria del Pd, Elly Schlein, ha definito lo scandalo dei dossieraggi illegittimi come di una gravità inaudita, sottolineando l'importanza di fare chiarezza sull'accaduto e di evitare che situazioni simili possano ripetersi in futuro.

La senatrice di Iv, Raffaella Paita, ha annunciato una richiesta di audizione del vicepresidente della commissione parlamentare Antimafia, Cafiero de Raho, in merito all'inchiesta di Perugia sui presunti dossieraggi. Questo ulteriore passo potrebbe portare ulteriori chiarimenti sulla vicenda e contribuire a garantire che si faccia piena luce su questa situazione.

 

 

 

 

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